C’era una volta …

Ecco fatto … una storia iniziata il 14 novembre 2012 al Congresso nazionale di Garda, si è conclusa a Napoli il 9 novembre 2018. Sei anni di servizio come Presidente della SIPeM, conclusi così come erano iniziati, col taglio di una torta (questa volta un mega-babà, in omaggio alla sede partenopea). Questo non è un bilancio e neanche un commiato, ma un regalo di ringraziamento in forma di storia, per come si conviene ad una società di educatori che amano la narrazione. Questa storia, come ogni narrazione, rappresenta il mio vissuto e contiene la morale che ognuno di voi vorrà dargli, perché ogni opera dell’ingegno – anche la più modesta come questa – una volta lanciata nel mondo dal suo autore vive di vita propria, che è la vita che chi la legge, la vede, l’ascolta, la vive vorrà dargli.

Di sei anni fa ricordo la bellezza del paesino rivierasco di Garda, la prima volta di mio figlio Giacomo ad un Congresso della SIPeM, la preoccupazione di dovermi far carico di un elemento piccolo ma unico nel panorama formativo italiano dei professionisti della cura. Nata nel 1984, ma attiva già da molto prima col nome di Fondazione Smith Kline, ora la SIPeM era affidata alle mie mani di chirurgo. Non c’era nulla da tagliare o estirpare, ma da sostenere e  far crescere.

I primi anni sono ora nella memoria un confuso caleidoscopio di viaggi, di incontri, di tentativi, di ansie e scorni, di nuove amicizie e di semi gettati, alcuni dei quali germogliati quando ormai mi ero quasi dimenticato di loro. Ho appena usato Facebook per come era nato: un libro di volti. Ho navigato nelle foto della pagina e del gruppo SIPeM e tra le tante ho scelto tre storie, anzi, immagini che sono il mio regalo per voi.

Il congresso dell’Association for Medical Education in Europe (AMEE) a Milano, nel 2014

Già l’anno prima, a Praga, una piccola pattuglia di sipemini si era finalmente affacciata nell’arena internazionale più prestigiosa ed affollata del movimento di pedagogia medica mondiale. Nel 2014 Milano viene scelta per ospitare l’evento, 4000 persone da oltre 90 paesi di tutto il mondo: solo una ventina di italiani saranno presenti ed ognuno di voi faccia le sue riflessioni. Ho l’occasione di parlare del mio paese e della sua storia medica nel discorso di apertura e lo faccio con orgoglio, con affetto. Da allora, qualche sipemino ai congressi AMEE c’è sempre stato e il seme gettato a Garda, in un congresso dedicato alla ricerca in pedagogia medica, ha prodotto il premio “Giovanni Renga” per la ricerca, assegnato a Napoli nella sua seconda edizione. La nostra rivista Tutor fa ancora fatica a decollare, ma ormai è tracciata indelebilmente la strada di  una ricerca di qualità, non autoreferenziale ma aperta al confronto internazionale. Abbiamo il coraggio di essere ciò che siamo: innanzi tutto una società scientifica, che fa ricerca quantitativa e qualitativa di valore, la comunica e la pubblica.

La Linea Verde

La richiesta di formazione dei formatori da parte delle Università comincia a salire. È un trend ormai stabile, motivato da molti fattori politici, economici e – finalmente – anche culturali. Percepisco dolorosamente, in termini personali di sovraccarico, di stress, di fatica il buco generazionale che affligge la SIPeM. Fin dalle origini ancorata all’Università per il reclutamento di soci e dirigenti, la SIPeM soffre del prolungato stop al reclutamento accademico che in maniera bipartisan i governi hanno imposto durante gli anni della crisi economica (diminuzione di risorse che non accenna ad allentarsi, anche sotto l’attuale governo …). Nel pieno rispetto e stima per tutti coloro che lavorano nelle aziende sanitarie pubbliche o private, ritengo che le sorti della SIPeM siano indissolubilmente legate a quelle dell’Università italiana.

Antonella Lotti mi fa conoscere la Fondazione Adolescere e il loro centro di formazione alla villa Penicina, un paradiso nell’Appennino dell’Oltrepò pavese. Nasce così l’idea di un corso residenziale di formazione per formatori junior, la Linea Verde. È una bella scommessa, ma le radici della mia passione educative sono nello scoutismo e “Trust the boy” (Fidati del ragazzo) è l’intuizione pedagogica originaria del movimento scout. La scommessa è vinta e al congresso di Napoli il secondo ciclo di Linea Verde ha preso il via, una bella tavolata di under/around 40.

Del primo ciclo ricordo con gioia intima la prima serata attorno al grande caminetto e al fuoco scoppiettante, una ventina di sconosciuti che condividono le emozioni del primo incontro, come se fossero già i grandi amici che poi sono diventati. Forse non tutti di loro rimarranno nella SIPeM, è difficile oggi in Italia avere trent’anni e la nostra Società ha molto poco da offrire loro in termini economici, ma va fatto un pensiero sul nostro futuro anche come agenzia di servizi educativi che possa garantire anche un sia pur modesto ritorno economico.

Procida

Che meraviglia la scoperta di Procida, della sua storia marinara fissata negli ex voto e nei racconti del capitano Scotto di Carlo, le stradine strette chiuse fra muri da cui esce la fragranza dei limoneti nascosti, la memoria viva di Massimo Troisi che qui ha girato “Il postino”,  il suo ultimo poema filmico. Il panorama che si gode dall’alto della ex-chiesa di Santa Margherita, ora sala convegni, è entrato indelebilmente nella galleria delle immagini che richiamo alla mente quando voglio pensare ad un posto bello, per rilassare la tensione di un momento difficile.

Quando Lorenza Garrino mi propose di tenere giornate di studio a Procida, lo confesso, mi è sembrata una stravaganza. E il tema, poi: due giorni a parlare del “tempo”! Le giornate di studio di Procida sono invece diventate una delle più belle tradizioni della SIPeM degli ultimi anni, rappresentano concretamente ciò che vorremmo essere: una società di amici, che amano il bello, la riflessione sui grandi temi significativi per l’educazione dei professionisti sanitari, un passo “slow”.

Procida e Napoli sono infine la testa di ponte più solida che siamo riusciti a creare nel sud d’Italia, in cui la SIPeM è molto poco presente: una sfida per il futuro.

Tre storie che parlano di apertura alla ricerca di respiro internazionale; di investimento nel futuro: generazionale, di attenzione al mondo universitario ma anche di necessaria apertura a tutti gli ambiti della formazione, a cominciare da quella continua; di convinta adesione ai principi fissati nel Manifesto della SIPeM. Ogni tanto rileggetelo e scoprirete che ha ancora tanto da dire, possibilità inesplorate e invitanti: non smettete mai di giocare!

Buona strada, io ci sono sempre, sto solo in fondo alla fila, con quelli che camminano più piano
Fabrizio

Saluto del neo-presidente

Il 7 novembre, prima dell’inizio del congresso, sono stato nominato all’unanimità presidente della SIPeM: è stato per me un onore molto grande, e mi appresto quindi ad assumere questo mio nuovo incarico, sperando di riuscire a compierlo nel migliore dei modi.

Saluto tutti i soci della SIPeM e tutti i simpatizzanti che hanno partecipato al convegno, e hanno dato i loro contributi preziosi. E’ ora compito mio far sì che tali contributi si diffondano e diventino utile stimolo per le riflessioni e le azioni di tutti gli operatori della salute.

In questa sezione del sito saranno presentate molte delle relazioni , ma anche la parte ludica, eccitante, piena di soprese del convegno. Per questo sono benvenuti i vostri contributi con fotografie e brevi apprezzamenti o consigli in modo da ricordare la spinta e l’entusiasmo che il convegno ha dato a tutti noi.

Partiamo da questo entusiasmo, legato all’alta qualità delle presentazioni e al contributo dei relatori stranieri, per innovare, preparare nuovi stimoli e rendere la SIPeM sempre più un luogo utile a chi  utilizza nel proprio lavoro la Medical Education, o semplicemente a chi deve fare i conti con i problemi della formazione in medicina e nelle professioni sanitarie.
Giuseppe Parisi
Presidente SIPeM